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Cappella dei Santi Quirico e Giuditta

Piccola cappella rimasta solitaria testimonianza del culto dei due santi martiri, Quirico e Giulitta, su un territorio divenuto da rurale ad urbano ad alta densità abitativa. Dal 1961 sussidiaria della parrocchia di Regina Mundi.
Si affaccia su una strada secondaria, è priva di sagrato, ma è stata mantenuta una fascia di rispetto sui due lati adiacenti ai fianchi. Di impianto rettangolare misura 8x4 metri con orientamento est ovest; illuminata da 4 aperture arcuate, due su ogni lato, ha un'unica porta di ingresso posta sull'asse del prospetto.
Al fondo dell'aula, l'area presbiteriale è definita dal rialzo della pavimentazione di un gradino. L'altare è sostenuto da quattro colonnine in marmo sopra le quali è posto un esile piano. Sulla parete absidale rettangolare sono dipinti un angelo nell'atto di svolgere un cartigliglio che riporta la dedicazione della cappella e santa Giulitta.
In una nicchia posta al centro della composizione pittorica è collocata una statua di san Quirico. Tra la parete absidale ed il fianco sinistro è collocato il tabernacolo. Il soffitto è piano, decorato con pitture murali racchiuse in una cornice architettonica. Le pareti d'ambito accolgono sul perimetro sommitale una cornice dipinta.
L'aula è arredata con sedute mobili facilmente rimovibili. Lo stato di conservazione dell'edificio è ottimo, sono evidenti i recenti lavori di recupero delle finiture esterne ed interne.
La cappella nei mesi di maggio e di giugno viene aperta per la celebrazione della messa serale e del rosario per sette giovedi consecutivi.
[tratta da http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it]

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Chiesa Visitazione di Maria Vergine (Stupinigi)

INDIRIZZO: P.za Principe Amedeo 3-Stupinigi, Nichelino

Diversamente da quanto il nome lascerebbe supporre, la Palazzina di Caccia di Stupinigi è un grandioso complesso monumentale architettonico barocco, che ha l'aspetto di una sontuosa reggia, piuttosto che quello di una semplice residenza di caccia.
L'opera fu voluta dal re Vittorio Amedeo II, che nel 1729 commissionò al siciliano Filippo Juvarra, suo architetto di corte, la costruzione di un luogo di ritrovo e di festa da utilizzarsi prima e dopo le grandi battute venatorie che impegnavano lo stesso re e la corte, oltre a stuoli di servitori.

 Di fianco alla Palazzina, invece, si trova la splendida Parrocchiale di Stupinigi o Chiesa della Visitazione, anche questa opera di Juvarra e inaugurata nel 1739. La chiesa è molto semplice, tanto nella struttura, quanto nei decori, e questo si deve al fatto che l'edificio era destinato principalmente ai contadini delle cascine, in quanto la corte e i sovrani potevano usufruire della ricca Cappella di Sant'Uberto, posta all'interno della Palazzina. La chiesa della Visitazione è a navata unica, con volta a botte, e all'interno conserva le reliquie di Sant'Uberto, affidate dal papa nel 1669 ai duchi di Savoia. Alla fine del Settecento questa chiesa fu ingrandita, su progetto di Ludovico Bo, e vi fu aggiunto un cimitero esterno.
[tratto da http://www.areeprotettepotorinese.it]

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Parrocchiale della Santissima Trinità

Su Piazza Barile, di fronte al Municipio, svetta la chiesa dedicata alla Santissima Trinità. Oltre ad essere la testimonianza architettonica meglio conservata tra quelle più antiche, la parrocchiale porta firme di rilievo. Il disegno dell'ampliamento settecentesco, che segna il futuro carattere della costruzione, è dell'architetto Bernardo Antonio Vittone, anche se la successiva progettazione e la direzione dei lavori furono affidate a  Giovanni Tommaso Prunotto da Guarene, architetto regio che successe a Filippo Juvarra e seguì la costruzione della Palazzina di Caccia di Stupinigi dopo la morte dell'illustre predecessore. A far eseguire i lavori della chiesa furono gli architetti Carlo Casasopra e Nicolò Fiorio.
Il riferimento alla scuola del celebre architetto messinese ha fomentato a lungo la convinzione che il corpo centrale sia stato progettato dallo stesso Juvarra. La costruzione, in ogni caso, è un pregevole esempio di architettura barocca piemontese.
La facciata in mattoni a vista e lo snello campanile caratterizzano l'orizzonte della piazza. Su tutti i lati del campanile l'orologio segna le ore dal 1851. Si tratta di un orologio civico, quindi la relativa manutenzione e di competenza comunale.
La parte centrale della facciata è leggermente avanzata rispetto al suo asse e delimitata da due colonne che sostengono il timpano, su cui è assisa la lapide che ricorda la consacrazione. Tra i due ordini sovrapposti di lesene si apre una finestra ovale con fregi in cotto. Sul lato destro della facciata una lapide ricorda il restauro del 1983, mentre sulla parete di via Stupinigi resta lo stilo ripiegato di una meridiana.

L'interno
La struttura è a croce latina a navata unica, con due cappelle laterali e altare rotondo in cotto e gradini in marmo. A sinistra dell'ara è riconoscibile la statua di San Matteo, protettore della città. Ai fianchi dell'altare nel dopoguerra sono state ricavate due cappelle. Il pavimento in quarzite di Barge a piastre quadrate di due colori è posizionato nel 1860. Il soffitto dell'arcata centrale è dominato dal grande affresco della Santissima Trinità e lo stesso soggetto, arricchito dalla presenza di San Matteo e San Rocco, figura anche nel grande dipinto ovale di scuola piemontese settecentesca, dietro l'altare maggiore. Sui pilastri portanti ci sono gli evangelisti con i relativi simboli: San Matteo con l'angelo , San Luca e il bue, San Marco con il leone e San Giovanni con l'aquila. Tutti gli affreschi sono stati completamente restaurati tra il 1995 e il 1996.

L'organo
Il portale d'ingresso è sovrastato dalla bussola in noce dell'organo a canne, forgiato nel 1849 dalla ditta Luigi Aloisio di Torino e revisionato nel 1983. Dal soffitto occhieggiano cinque angeli inneggianti: due suonano arpa e violino, altrettanti cantano e uno regge lo spartito.

L'altare 
L'altare laterale di sinistra ebbe il patronato degli Umoglio che ne finanziarono la costruzione. Nella nicchia dietro il confessionale è riconoscibile lo stemma della casata, richiamato anche sulla cornice in marmo dell'altare in commistione con quello degli Occelli. A terra si trova la botola di accesso al "Sepulcrum familie de Umoglio" con la data 1770. Il dipinto sull'altare raffigura la Madonna del Rosario, con i Santi Giuseppe, Francesco D'assisi e Luigi Gonzaga ed anch'esso attribuibile al Settecento piemontese. Al lato sinistro del presbiterio c'è la cappella del crocifisso. Il quadro sull'arco di comunicazione tra le due edicole raffigura la Morte di San Giuseppe confortato dalla Madonna. Il vescovo di Milano San Carlo Borromeo, San Filippo Neri e la Madonna in preghiera ai piedi della croce sono, invece, il soggetto della tela, sempre della stessa scuola, sull'altare di fronte, nella cappella destra della navata. In quest'area, sotto il pavimento della chiesa, c'era la tomba degli Occelli, in cui fu sepolto il conte Niccolò Manfredo ricordato da una lapide apposta sul grande pilone a destra.

La cappella laterale destra
E' dedicata alla Consolata e ai santi sociali e beati piemontesi ritratti nei quadri alle pareti: Giuseppe Benedetto Cottolengo, Vincenzo de Paoli, Giovanni Maria Boccardo, Giovanni Bosco, Leonardo Murialdo e Giuseppe Cafasso. Il quadro sull'arco del portale raffigura San Matteo. Il muro dietro il fonte battesimale è dedicato al battesimo di Gesù da parte di San Giovanni Battista, con la fede e la speranza riconoscibili dall'ancora, sotto lo sguardo del Padre.

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